Maculopatie: riconoscerle e curarle.

By Luglio 7, 2016 Maculopatie

Affrontiamo l’argomento delle maculopatie. E’ frequente nella visita ambulatoriale che l’oftalmologo esegue sui suoi pazienti dopo aver risolto le problematiche della cataratta con un intervento brillante, non ottenere dei risultati incoraggianti nel recupero visivo del paziente. Molte volte questo è dovuto a problematiche della capacità visiva di quella persona a delle alterazioni della retina che prendono il nome di maculopatie.

E’ una problematica che interessa una porzione specifica della retina, la porzione centrale definita in termine medico macula, in cui i deficit circolatori inducono delle alterazioni proprio del profilo, della superficie retinica, con aree delimitate in cui le cellule assumono un profilo irregolare o sono zone decisamente atrofiche.

Il tessuto retinico è un tessuto che viene programmato nel nostro corpo al momento della nostra gestazione, quando siamo nella pancia della mamma, ma le cellule che abbiamo nella retina non possono e non sono rimpiazzate da altre cellule nel caso della loro morte, quindi capiamo che avere una retina in condizioni stabili è fondamentale.

La maculopatia è invece una condizione per nella quale per deficit circolatori, nutrizionali e predisposizioni genetiche, alcune cellule quelle nobili della macula vengono ad essere alterate e non vengono sostituite. Il paziente vede piano piano una riduzione della sua nitidezza visiva, riferirà che vede certe volte degli oggetti diritti ondeggiare, sono segnali che devono essere percepiti e indurre il paziente a sottoporsi a visita.

Le tecnologie moderne ci permettono di analizzare e studiare queste situazioni in un modo approfondito, senza rischio, si è passato dalla fase degli esami con contrasto alla forangiografia, ad esami elettronici o ct-hrt, per vedere il profilo retinico in maniera molto precisa, molto approfondita, senza dover introdurre sostanze pericolose o tossiche; questa è una vera scoperta, è un vero modo moderno di approcciare la patologia.

Quindi occhio alla prevenzione, occhio agli esami e valutiamo la retina.

Luigi Fusi

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