L’OCT (Tomografia a Coerenza Ottica) è una tecnica recente di diagnosi per immagini che permette l’analisi delle strutture retiniche mediante sezioni topografiche ad alta risoluzione della retina. Mentre la fluorangiografia e l’angiografia con verde di indocianina permettono di visualizzare i vasi della corioretina, l’OCT permette di visualizzare le sezioni della retina. Permette la diagnosi e il follow-up di numerose malattie della retina.

Le modalità di azione dell’OCT sono similari a quelle dell’esame con ultrasuoni B ma con notevoli vantaggi rispetto a questa metodica. L’esame con ultrasuoni B ha una risoluzione di circa 150 micron rispetto ai 7 micron dell’OCT. Non vi è bisogno di sonda a contatto con le strutture dell’occhio ma, utilizzando un raggio luminoso, si evita il contatto con il bulbo.

Ogni sezione ottica è ottenuta in una frazione di secondo con l’OCT. Una mappa retinica è ottenuta in pochi secondi con l’OCT.

Le tomografie ottiche della retina, sono altamente riproducibili. Dei punti di repere posti sul margine della papilla o sui vasi principali permettono di ritrovare la localizzazione esatta delle tomografie. Lo strumento è facile da adoperare e la curva di apprendimento dell’OCT è molto breve.

Indicazioni per OCT

La sua utilità è stata dimostrata nell’analisi delle strutture retiniche in varie patologie:

  • Fori e pseudofori maculari
  • Lesioni dell’interfaccia vitreoretinica; trazioni vitreoretiniche
  • Retinoschisi foveale
  • Membrane epiretiniche
  • Edemi maculari di varie origini
  • Distacchi sierosi ed emorragici della retina e dell’epitelio pigmentato
  • Degenerazioni maculari senili e giovanili
  • Retinopatia diabetica
  • Epiteliopatie acute e croniche
  • Neovascolarizzazioni sottoretiniche
  • Neovascolarizzazioni intraretiniche e preretiniche
  • Atrofia retinica
  • Glaucoma e sua evoluzione

L’OCT permette di evidenziare e misurare:

  • Alterata morfologia
  • Iperreflettività
  • Iporeflettività
  • Aree otticamente vuote
  • Spessore retinico
  • Spessore degli strati retinici (fibre nervose)
  • Volume della retina
  • Mappe retiniche
  • I vari parametri della papilla ottica

Le immagini ottenute con OCT possono essere:

  • Analizzate
  • Quantificate
  • Memorizzate
  • Confrontate fra esami successivi

Le immagini sono riproducibili da diversi strumenti e diversi operatori; l’esecuzione delle scansioni è rapida, semplice e soprattutto non implica la somministrazione di sostanze di contrasto.

Poiché in un certo numero di condizioni l’OCT permette di sostituire la fluorangiografia, soprattutto nel follow-up dell’edema retinico di varie origini, non è da sottovalutare che si tratta di un esame non invasivo da preferire ad esami invasivi che possono portare a complicanze ed anche a problemi medico-legali.

La mappa retinica permette di visualizzare graficamente le lesioni al polo posteriore; l’OCT permette di eseguirla in 30 secondi e consente di fare una diagnosi, decidere se intervenire chirurgicamente o con un laser.

Consente inoltre di:

  • Seguire l’evoluzione della malattia
  • Quantificare le lesioni
  • Eseguire studi farmacologici

L’esecuzione delle scansioni è rapida, semplice e soprattutto non implica la somministrazione di sostanze di contrasto.

L’’OCT è un esame affidabile e sensibile (la risoluzione dell’OCT è di 7 micron).