Alcuni bambini possono presentare, alla nascita, un abbassamento anomalo di una o di entrambe le palpebre superiori, condizione definita ptosi congenita: uno dei muscoli elevatori è sostituito da tessuto fibroso, in proporzione all’entità della ptosi, e la palpebra superiore non si rilascia normalmente nello sguardo in basso.

Anche nelle forme più gravi, la rima palpebrale superiore non si abbassa di molto al di sotto del margine inferiore della pupilla: se ciò avviene il difetto può avere origini neurologiche.

I bambini affetti da ptosi sollevano le sopracciglia con il muscolo frontale nel tentativo di elevare la palpebra; se una o entrambe le palpebre ptosiche coprono la parte superiore della pupilla il bambino solleva il mento per guardare davanti a sé.

Questo problema diventa evidente quando il piccolo ha un buon controllo del capo, di norma a 4-5 mesi di età.

Il trattamento è di tipo chirurgico e mira a ripristinare la posizione normale della palpebra superiore.

Nei casi gravi, quando cioè la ptosi richiede una posizione di compensazione del mento per guardare avanti, l’intervento chirurgico dovrà essere effettuato entro il primo anno di età; nelle forme meno gravi l’operazione può essere rimandata di alcuni anni.

Il trattamento è di tipo chirurgico e mira a ripristinare la posizione normale della palpebra superiore.